Orti Generali

Proprietà dell’area: Comune di Torino

Responsabili: 

Soggetto assegnatario: Associazione culturale coefficiente Clorofilla

Soggetti partner: Fondazione della Comunità di Mirafiori

Contatti: Matteo Baldo 

333 17 20 202

coefficienteclorofilla@gmail.com

Analisi del terreno: si

Dove si coltiva: piena terra, cassoni

La storia dell’orto:  Orti Generali recepisce quale punto di partenza il lavoro di ricerca del progetto-pilota Mirarti (attivo dal 2010, a cura dell’Associazione Coefficiente Clorofilla, con il sostegno della Fondazione Mirafiori), opera d’indagine sociale ed animazione territoriale per l’accompagnamento alle trasformazioni urbanistico-ambientali delle aree a vocazione agricola del quartiere Mirafiori Sud della città di Torino.

In seguito al percorso di progettazione partecipata del progetto MiraOrti, per il Parco Piemonte si è lavorato alla definizione di un progetto di agricoltura sociale che unisse la produzione agricola all’offerta dei servizi culturali, sociali, educativi, formativi e occupazionali.

L’Area Agricola del Parco Piemonte può diventare motore della trasformazione e gestione dell’area con questi obiettivi:

  • creare nuove forme di agricoltura che offrano servizi per gli abitanti e favoriscano il legame sociale, un’agricoltura di tipo urbano dall’alto valore inclusivo e partecipativo.
  • ridare una struttura paesaggistica che organizzi gli spazi e valorizzi le tracce del paesaggio agrario preindustriale attraverso la valorizzazione del sistema dei canali e la reintroduzione del sistema della classica piantata della pianura padana.

L’occasione di sviluppare tale idea è stata data tramite il bando Smart Cities and Communities and Social Innovation indetto dal MIUR. Il bando, per il quale Orti Generali è risultato vincitore, prevede la sovvenzione della fase di startup. L’idea di impresa proposta aveva come requisito quello di essere scalabile e riproducibile, si è quindi pensato ad un modello riproponibile su altri ambiti cittadini ma che trova, comunque, la sua prima realizzazione sull’area del Parco Piemonte.

Il motore del progetto Orti Generali è l’offerta di servizi diversificati riguardanti l’agricoltura urbana nelle sue varie forme (orti per l’autoproduzione, spazi messi a disposizione per attività di agricoltura sociale e attività didattiche, laboratori attrezzati per la trasformazione dei prodotti), accostati alla possibilità aperta a chiunque di usufruire di uno spazio aperto verde, piacevole, vivo. A supporto di questi servizi s’intende sviluppare uno strumento web finalizzato alla semplificazione gestionale, alla visibilità, alla partecipazione, all’accessibilità a dati ambientali e ad informazioni di supporto all’attività agricola.

Nel dettaglio, Orti Generali intende realizzare i servizi necessari all’attività agricola e alla viabilità (irrigazione, recinzioni, ingressi, siepi, alberature e arredi per la fruizione pubblica dello spazio); 125 nuovi orti ad uso individuale, familiare e collettivo concedere in affitto; attività di agricoltura sociale, dotazioni leggere per attività laboratoristi e didattiche (cucina, forno, officina, sala riunioni), corsi e attività collettive (raccolta della frutta, cura degli animali, pianificazione, etc). Orti Generali vuole rappresentare un palcoscenico per questi servizi ma anche un incubassero per progetti altri che nascono all’interno di cooperative, associazioni, imprese.

Tale commistione di soggetti, obiettivi e spazi configura paesaggisticamente un progetto lontano dalle tipologie tradizionalmente proposte dal settore pubblico, caratterizzate da uniformità di spazi e da conformazioni alveolari, caratteristiche dell’edilizia popolare da cui la popolazione cittadina tenta invece di fuggire.

 

Rete territoriale: 

Associazioni: Cooperativa Patchanka

Accoglienza nuovi membri: si

Sostenibilità economica: quote associative, fundraising attraverso vendita di propri prodotti, fundraising attraverso l’organizzazione di eventi, contributi da parte di enti sia pubblici che privati

Calendario eventi: stagionale

Orto collettivo Massari

Proprietà dell’area: Comune di Torino

Responsabili: 

Soggetto assegnatario: Associazione Casematte

Contatti: Anna Salza, Chiara Casotti

3779416059

casematte@casematte.it

Analisi del terreno: si

Dove si coltiva: piena terra, cassoni e bancali

La storia dell’orto: L’associazione Casematte ha avuto in concessione nel 2011 dalla circoscrizione 5 un terreno senza dotazione alcuna per realizzare un progetto di orticoltura collettiva, all’interno di un’iniziativa denominata Orti Aperti e portata avanti insieme all’associazione Ciclobus e la cooperativa Mondoerre.

Il progetto è il frutto di un percorso di incontri organizzati con vari soggetti locali (cittadini attivi, enti e associazioni) e di condivisione con un gruppo di abitanti del quartiere ERP di via Sospello, ubicato a due isolati di distanza.

Insieme ai cittadini coinvolti, sono state create attività finalizzate a promuovere la fruizione dell’area, a favorire l’inclusione di nuovi abitanti nel gruppo di lavoro attraverso aperture al pubblico in occasioni particolari come ad esempio la Settimana Europea di riduzione dei rifiuti.

In un secondo momento Casematte è stata contattata dal servizio di neuropsichiatria infantile di zona (ASL TO2 di via Sospeso 139/3) nell’ottica di di rompere l’isolamento in cui versano molte famiglie con figli portatori di patologie o disabilità.

L’orto ha accolto due ragazzi, abitanti del quartiere di Mirafiori (periferia sud di Torino) per l’avvio di una lombricoltura: una forma speciale di compostaggio che utilizza i lombrichi per convertire la biomassa organica in un composto fertile.

Nel corso del 2013, nell’ambito delle terapie occupazionali, nel quale rientra la terapia orticolturale per la cura del disagio e della disabilità, si è avviata una collaborazione con il Centro diurno del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL TO2 di Via Sostegno 33. Sono stati così inseriti nell’attività dell’orto alcuni pazienti del Centro.

Nel 2014, in seguito alla sua nomina a Senatore, l’architetto Renzo Piano ha deciso di occuparsi delle periferie urbane: l’area dove insiste l’orto Massari è risultata una delle tre selezionate per condurre un lavoro di studio. Ciò ha dato visibilità all’orto con un servizio televisivo andato in onda su RAI 3 e uno studio monografico poi pubblicato. (http://renzopianog124.com).

L’anno 2015 ha visto un ulteriore ampliamento della rete di prossimità, si sono condivise iniziative con i vicini MIF (Mercato Ingrosso Fiori), Impianto sportivo Massari, Parrocchia Cafasso e Scuola primaria Cafasso, Associazione Cammino, Associazione Sorriso, R&B Agricoltura. L’iniziativa più importante è stata la giornata della festa di Primavera organizzata in gran parte in via Massari con dibattiti tematici, scambio dei semi, esibizioni sportive e banchetti di fiori.

La festa di Primavera è stata replicata anche nel 2016: la giornata è stata inserita nel ricco programma di eventi cittadini programmati in occasione del 53° International IFLA Word Congress tenutosi a Torino.

L’esperienza condotta finora ha permesso, da un lato, di utilizzare l’orticoltura urbana come strumento di socializzazione, cura del territorio ed empowerment degli abitanti coinvolti, dall’altro di approfondire gli aspetti ambientali legati alla conduzione di un’attività orticola in un contesto urbano: monitoraggio dell’inquinamento del suolo e degli alimenti, fitoaccumulazione, applicazione di tecniche di agricoltura biologica, riduzione degli impatti ambientali legati all’alimentazione attraverso la produzione in prossimità del consumo con conseguente riduzione degli spostamenti di merci e persone.

Rete territoriale: 

Scuole: Scuola elementare Don Murialdo, Scuola elementare Allievo, Scuola media Vian, Scuola media Frassati.

Associazioni: Sorriso, Il Cammino, Sport di Bragat

ASL: Neuropsichiatria infantile,  Consultorio di via Sospello 139/9 e via Tamagno 5, Centro diurno Psichiatria di via Sostegno 33 e via Leoncavallo 2, SERD di Corso Lombardia 187

Accoglienza nuovi membri: Si. L’unico criterio richiesto è la capacità di saper lavorare in gruppo. Il nuovo membro dà la sua disponibilità a partecipare alla raccolta fondi e contribuisce spontaneamente (se ne ha la possibilità) con l’acquisto di piante e materiali in genere.

Sostenibilità economica: fundraising attraverso eventi, contributi enti pubblici, contributi enti privati e fondazioni.

Calendario eventi: mensile

Orti Dora in poi

Proprietà dell’area: Comune di Torino, Parco Commerciale Dora (con uso pubblico)

Responsabili: 

Soggetto Assegnatario: INNESTO

Soggetti partner: in collaborazione con città di Torino, Parco Commerciale Dora

Contatti: Claudia Scarlota, Sara Ceraolo

innesto.torino@gmail.com

Analisi del terreno: no

Dove si coltiva: cassoni

La storia dell’orto: Il progetto Orti Dora ha inizio nel mese di aprile 2015, quando Innesto è proclamato vincitore del bando per l’orticoltura sociale promosso dal Parco Dora nell’ambito del progetto “Sharing, Learning and Caring Parco Dora”, sostenuto da Compagnia di San Paolo e cofinanziato da Parco Commerciale Dora.

Innesto è un’associazione di promozione sociale nata a gennaio 2015 con l’obiettivo di educare al verde, attraverso il recupero del legame con la terra con gli elementi e con i cicli naturali. Il “cuore” di Innesto è costituito da un gruppo di sette volontari di formazioni scolastiche ed esperienze lavorative eterogenee.

Il progetto Orti Dora si articola in due spazi:  gli Orti al Centro, presso il Centro Commerciale Dora e l’Horus Conclusus presso l’ex lotto Ingest del Parco Dora.

Giunto alla terza edizione, il progetto ha visto la partecipazione di circa 120 ortolani dai 3 agli 80 anni, impegnati nella cura di orti in cassone realizzati dall’associazione. Tra i successi di Orti Dora in Poi, oltre ad un’entusiastica risposta della cittadinanza all’iniziativa, si contano ad oggi numerosi workshops aperti al pubblico, due incontri con i bambini di una scuola dell’infanzia, finalizzati alla realizzazione di un’aiuola con piante recuperate, un workshop per gli allievi di una scuola media inferiore, un concerto musicale che ha visto protagonista tre band della scena emergente, svariate merende collettive, un aperitivo in occasione della Festa dei Vicini del 2015e due appuntamenti di cura dei cassoni collettivi nella piazza del Parco Commerciale Dora, espressione della collaborazione attiva con Nova Coop sul progetto SPA – Servizio per Piante Abbandonate.

L’Hortus Conclusus, uno dei due luoghi teatro del progetto, dal gennaio 2017 è inoltre protagonista del primo Patto di Collaborazione firmato dalla Città di Torino. Dopo un percorso di lavoro congiunto, l’Amministrazione ed Innesto, durato più di un anno, la città ha affidato all’associazione e ai partecipanti del progetto Orti Dora in Poi la porzione di verde interna allo spazio. Il patto di collaborazione per l’Hortus Conclusus è l’esito di un lavoro d’équipe: un impegno bilaterale per rendere l’area aperta, fruibile e visitabile a beneficio di tutta la cittadinanza. Parallelamente, anche il Parco Commerciale Dora ha rinnovato il sostegno al progetto per quanto concerne le iniziative degli Orti al Centro, alcuni workshops ed altri eventi aperti alla collettività che hanno come luogo il Centro Commerciale.

Grazie alla sinergia con i soggetti precedentemente indicati e con il sostegno di Compagnia di San Paolo, dal 2015 Orti Dora in Poi propone un percorso, non solo di orticoltura ma di partecipazione e cittadinanza attiva. Gli Orti al Centro e Horus Conclusus, infatti, sono luoghi dove diverse generazioni possono incontrarsi, condividere conoscenze ed esperienze attraverso il contatto con il verde, dov’è possibile con la partecipazioni ad iniziative ricreative, culturali e ludiche, ma anche uno spazio comune in cui far maturare tanti pomodori e qualche buon progetto.

Rete territoriale:

Scuole:  “La vita al centro” Scuola parentale di educazione biocentrica – Torino, Scuola Media Statale Margherita Hack di Villarbasse.

Accoglienza nuovi membri: si

Sostenibilità economica: Quote associative, contributi enti pubblici e privati, fundraising attraverso eventi

Calendario eventi: stagionale

Orto Mannaro

Proprietà dell’area: Comune di Torino

Responsabili: 

Soggetto assegnatario: Società Cooperativa Sociale Mondoerre

Contatti: Vittorio Bianco

349 12 37 209

orto@mondoerre.org

Analisi del terreno: si

Dove si coltiva: Terra riportata, agircoltura biologica e sinergica

La storia dell’orto: Nel 2011, la Cooperativa Mondoerre ha richiesto un’area alla Circoscrizione 5 allo scopo di realizzare un progetto di orticoltura collettiva, all’interno di un’iniziativa denominata Orti Aperti e portata avanti insieme all’associazione Ciclobus e all’associazione Casematte.

Dopo una prima esperienza presso Cascina Maletta, poi abbandonata a causa della riscontrata idoneità del terreno, si è pervenuti alla stipula di una convenzione per la concessione dell’area nei pressi di Piazza Manno nel 2014.

L’area era precedentemente occupata da orti spontanei. A seguito dell’intervento della Città di Torino, l’area, nel momento della concessione alla Cooperativa Mondoerre, si presentava a prato e non era dotata di alcun servizio. È stato quindi necessario riportare terra agricola certificata a causa della presenza di inquinanti nel suolo. Grazie ai contributi dei fondi 8X1000 della Tavola Valdese e successivamente della Compagnia di San Paolo, è stato possibile attrezzare l’area e trasformarla in un orto collettivo. I fondi ottenuti sono stati impiegati per l’acquisto dei materiali e l’allaccio della rete idrica, mentre tutta la manodopera è stata fornita dai soci della cooperativa e dai cittadini attivi coinvolti nell’attività orticola: sono stati così realizzati l’impianto idrico, la recinzione, la serra, la cassetta degli attrezzi, la compostiera..

I lavori di sistemazione, con alcuni ritardi dovuti alla necessità di individuare le modalità più corrette per superare il problema dell’inquinamento, hanno impegnato il gruppo per gran parte del 2014 e del 2015.

Da fine 2015 l’orto è pienamente funzionale e coltivato in maniera collettiva.

L’orto viene utilizzato anche come laboratorio didattico, frequentato dai bambini della scuola materna Cincinnato 200 e da quelli del Centro Aggregativo per Minori gestito  dalla Cooperativo Mondoerre.

È inoltre il luogo in cui svolgono feste, in cui i cittadini coinvolti nella gestione dell’orto invitano il vicinato alla partecipazione, frequentandolo e sostenendolo.

Nel 2016, il gruppo ha iniziato ad accogliere persone inviate al SERD dell’ASL TO2, dalla Neuropsichiatria della stessa e dai servizi Sociali della Circoscrizione 5, nell’ambito di un progetto finanziato dal bando Fatto per Bene della Compagnia di San Paolo, finalizzato a sperimentare come l’orticoltura urbana possa contribuire a mettere a disposizione beni di prima necessità a chiunque ne abbia bisogno.

Rete Territoriale:

Scuole: Scuola Materna Cincinnato 200

Associazioni: Associazione CaseMatte

ASL: ASL TO2, SERD

Altro: Agoinnova – Centro di competenza per l’innovazione in campo agro-ambientale e agro-alimentare dell’Università di Torino.

Accoglienza nuovi membri :  si, senza restrizioni

Sostenibilità economica: Quote associative, fundraising, fundraising privati, fundraising attraverso eventi

Calendario eventi: Stagionale

Boschetto – progetto agrobarriera

Proprietà dell’area: Comune di Torino

Responsabili:

Soggetto assegnatario: Re.te Ong

Soggetti partner: Parco del Nobile, Volontarinrete

Contatti: Giuseppe Deplano

011 77 07 388

338 70 01 742

giuseppe.deplano@reteong.ong

Analisi del terreno: no

Dove si coltiva: piena terra, coltura biologica e sinergica

La storia dell’orto: Con il progetto AgroBarriera, l’area compresa tra via Petrelli e le scuole di Via Leoncavallo, conosciuta da tutti come “il Boschetto”, è diventata uno spazio per l’orticoltura urbana, la socializzazione, la cultura della sostenibilità.

Il progetto è realizzato dall’associazione RE.TE. Ong, vincitrice del bando Coltiva Barriera, promosso dal Comitato Urbano e dalla Circoscrizione 6 per individuare il gestore di questo spazio verde di 2000mq, trasformato attraverso l’intervento del Servizio di Verde Pubblico della Città di Torino, in un’area dedicata all’orticoltura urbana, suddivisa in diverse zone destinate a ospitare una ventina di orti singoli, un orto collettivo e un’area pensata per attività di laboratorio e aggregazione. L’obiettivo del progetto AgroBarriera è infatti quello di adottare l’orticoltura come strumento per trasformare  il Boschetto in un luogo di ritrovo e di incontro per gli abitanti e i cittadini di Barriera di Milano: uno spazio destinato alla comunità dove promuovere e diffondere valori come la partecipazione, la solidarietà e l’attenzione alle tematiche ambientali e ai comportamenti sostenibili.

A partire da questi principi e obiettivi, l’associazione promotrice RE.TE Ong in collaborazione con numerosi partner tra cui Associazione Parco del Nobile e Volontarinrete, ha dato avvio, dalla primavera 2016, a una serie di attività, tra le quali:

> Orti Individuali: attraverso un bando pubblico, sono stati dati in concessione i venti orti singoli ad altrettanti “artisti”, insieme agli operatori di RE.TE Ong, il gruppo di gestori  si è auto-organizzato definendo un regolamento per l’uso dell’attrezzatura e degli spazi; dal mese di aprile 2016 gli artisti hanno dato il via alle attività con la semina e la piantumazione dei primi ortaggi.

> Progetto AgroDoposcuola: il progetto, realizzato da RE.TE Ong in collaborazione con l’associazione Parco del Nobile, l’Istituto per l’educazione e l’ambiente Schola Futuro Onlus, MAIS, Renken e Amece e fiananziato dalla Compagnia di San Paolo, ha coinvolto per gli anni scolastici 2015/2016 e 2016/2017 gli alunni delle scuole “Salvo D’Acquisto”, “Grazia Deledda”, “Giuseppe Perotti” e la scuola secondaria di primo grado “Benedetto Croce”. Le attività, proposte con lo scopo di appoggiare nei percorsi di studio gli studenti con più difficoltà di apprendimento (fasce d’età tra i 6 e i 14 anni), hanno previsto cicli di doposcuola articolati in laboratori di educazione alla Cittadinanza Mondiale ed Educazione Ambientale, che si sono svolti presso le scuole coinvolte durante i mesi invernali e presso gli orti collettivi del Boschetto durante i mesi primaverili. Sono stati 120 gli alunni complessivamente coinvolti, ai quali si sono aggiunti 45 studenti dell’Istituto Socio-psico-pedagogico Albert Einstein nel ruolo di animatori e 120 genitori che insieme ai propri figli hanno partecipato ai percorsi di agricoltura urbana.

> Orto Collettivo: da settembre 2016 prendono il via le attività di cura dell’orto collettivo grazie a una serie di workshop realizzati con il sostegno di Vol.To – Centro Servizi per il volontariato e della fondazione crt con il progetto Barriera in Transizione

Rete territoriale:

Scuole: Istituto Ilaria Alpi, Liceo Albert Einestein

Associazioni: RE.TE Ong, Volontarinrete, Parco del Nobile, MAIS, Renken e Amece

ASL Torino 2

Accoglienza nuovi membri: Si, al patto di aderire al regolamento di gestione dell’orto collettivo

Sostenibilità economica: Quote associative, foundraising, foundraising attraverso vendita di propri prodotti, contributi enti pubblici, contributi enti privati e fondazioni.

Calendario eventi: stagionale, mensile

ST’ORTO URBANO – Terra per crescere

 

Proprietà dell’orto: Comune di Torino (gestione affidata alle CIE teatrali residenti a San Pietro in Vincoli zona Teatro: Mutamento zona Castalia, Acti Teatri Indipendenti, Lab Perm di Domenico Castaldo).

Responsabili:

Soggetto assegnatario: Associazione “Fuori di Palazzo”

Soggetti partner: Mutamento zona Castalia, Acti Teatri Indipendenti, Lab Perm di Domenico Castaldo.

Contatti: Silvia Venturini, Chiara Sampietro

348 0465363

fuoridipalazzo@gmail.com

Analisi del terreno: no

Dove si coltiva: piena terra, tipo di coltura sinergica

La storia dell’orto: L’idea di progetto nasce da un gruppo di famiglie che, mosse dall’esigenza di soddisfare i bisogni dei propri bambini, ha deciso di creare uno spazio dove i piccoli possano giocare in libertà, rispetto e sicurezza, sentendosi a casa nel verde, vivendo uno spazio della collettività del quale prendersi cura, sperimentando, esprimendosi e crescere a contatto con la natura.

In un’area ad alta densità abitativa come quella di Borgo Dora e Porta Palazzo, dove gli spazi verdi sono pochi, i bambini non hanno praticamente mai occasione di sperimentare il contatto con la terra né di vivere l’alternarsi delle stagioni nella vita della natura. Prendersi cura di uno spazio collettivo adibito a orto restituisce soprattutto ai bambini la dimensione di un vivere più naturale.

Sono ormai diversi gli studi che dimostrano che un maggior contatto con la natura aumenta il benessere delle persone e siamo sempre più consapevoli della bellezza e dell’emozione che essa genera,sia nei bambini come negli adulti,. attraverso semplici gesti come mettere i piedi e le mani nella terra, veder crescere una pianta e gustarne i prodotti..

Lo spazio verde dietro l’area di San Pietro in Vincoli sembra essere un luogo ideale per sviluppare il progetto di un orto collettivo e spazio all’aperto per i più piccoli, essendo situato  nel cuore del quartiere, in un ambito protetto, risulta essere una zona molto favorevole grazie anche alla presenza di alcuni alberi da frutto, testimonianze delle coltivazioni precedenti.

Grazie all’accordo di partenariato associativo stipulato con le compagnie teatrali residenti a San Pietro in Vincoli, gestionarie dell’intera struttura comunale, a partire da metà marzo del 2015, il gruppo informale delle Mamme Balenghe e tutta l’associazione Fuori di Palazzo si sono applicate con impegno a bonificare e ripulire l’area, che ora intendono curare e mantenere al meglio al fine di trasformarla in una piccola oasi di verde per le famiglie e bambini del quartiere, così da “restituirla” alla cittadinanza.

St’Orto Urbano vuole diventare un nuovo spazio all’aperto nel quartiere di Borgo Dora, un giardino, un orto didattico e un laboratorio con proposte ludiche e culturali per i bambini e le famiglie, per il quartiere e i cittadini che lo abitano.

Storto urbano recupera un luogo in stato di incuria e coltiva i valori della cura del bene pubblico, del vicinato e della condivisione.

Rete territoriale:

Scuole: Scuola materna Chagall di Via Cecchi, Nido Il Farodi via Camino, nido Del Dialogo di Via Andreis.

Accoglienza nuovi membri: Si, senza particolari criteri selettivi, l’unico impegno è quello di tesserarsi all’associazione Fuori di Palazzo e a rispettare il luogo e le sue regole in un’ottica di civile convivenza e crescita reciproca.

Sostenibilità economica: Quote associative, foundraising attraverso eventi

Calendario eventi: Mensile