Ortoalto Le Fonderie Ozanam

Proprietà dell’area: Comune di Torino
Responsabili:
soggetto assegnatario: Cooperativa Meeting Service
soggetti partner: associazione OrtiAlti
Contatti: Elena Carmagnani
tel. +39 011 5212567
email: info@ortialti.com

Analisi del terreno: no
Dove si coltiva: terra riportata
La storia dell’orto:
L’ortoalto di Casa Ozanam è il primo orto pensile di comunità di Torino, progetto pilota dell’associazione OrtiAlti, luogo di rigenerazione urbana e sperimentazione di un modello di innovazione sociale in continuo divenire. L’ortoalto è stato realizzato nel 2016 sul tetto piano di una ex fonderia, la SIMBI, situata nel quartiere di Borgo Vittoria, nella periferia nord di Torino. Il complesso, opera dell’architetto bulgaro Nicolaj Diulgheroff, risale alla fine degli anni ’30 e costituisce un interessante esempio di architettura del tardo razionalismo.  La fabbrica viene dismessa alla fine degli anni ’60 e diventa di proprietà della Città di Torino che la concede in gestione alla Casa Federico Ozanam, per aiutare e accogliere studenti-operai. Alla fine degli anni ’80 i locali sono riconsegnati al Comune e riassegnati a enti diversi, riservandoli ad attività socialmente utili per la comunità locale. Nel corso degli anni l’intero complesso subisce un rapido degrado, molte sue parti diventano inagibili e solo alcune porzioni di esso, date in concessione a enti più strutturati, sono riqualificate e adibite ad attività più continuative.
Il progetto dell’ortoalto si avvia grazie alla collaborazione con uno di essi, la Cooperativa Sociale Meeting Service che si occupa di inserimento lavorativo di giovani svantaggiati e opera nella Casa Ozanam a partire dagli anni ’80 con la gestione di un ristorante e di un ostello. Il progetto è sostenuto  dalla Compagnia di San Paolo e da altre fondazioni private e aziende.
L’ortoalto viene realizzato, infatti, proprio sul tetto del ristorante, un lastrico solare di 300 metri quadri, trasformato in un giardino pensile coltivato a orto. Un intervento fisico di miglioramento estetico e ambientale, innanzi tutto, punto di innesco della rigenerazione dell’intero complesso. Ma non solo. L’ortoalto intreccia in modo indissolubile il tema della rigenerazione urbana con quello dell’inclusione sociale. Fin dall’avvio del cantiere, infatti, l’ortoalto si configura come luogo di apprendimento e di inclusione per numerosi soggetti: la posa della stratigrafia del verde pensile è affidata a una cooperativa sociale di giardinieri, che si certifica come posatore del sistema Harpo e in questo cantiere sperimenta una nuova linea di attività. La piantumazione finale dell’orto è realizzata dai pazienti dell’AslTO2 tramite un percorso terapeutico dedicato all’orticultura.
Lo stesso approccio inclusivo è utilizzato oggi per la cura dell’ortoalto e dell’apiario installato sul tetto di fronte: se ne occupano quotidianamente il personale della cooperativa Meeting Service con alcuni giovani migranti richiedenti asilo che abitano nell’ostello, supportati dall’associazione di agronomi e apicultori Parco del Nobile.
Nel corso del 2016 l’ortoalto è stato aperto al quartiere in occasione di diverse feste pubbliche. Oggi, grazie al bando Abitare una Casa Vivere un luogo, l’ortoalto è aperto due pomeriggi tutte le settimane (il mercoledì e il sabato dalle 15 alle 19) e sono organizzate iniziative ed attività aperte a tutti i cittadini. Il sito www.ozanam.ortialti.com è il principale strumento di comunicazione, insieme a una newsletter inviata tutte le settimane.

Rete territoriale:
associazioni: Associazione Parco del Nobile, Associazione GAPS, Associazione ERI
altro: Cooperativa Meeting Service, Cooperativa Zenith, DINAMOcoop
Accoglienza nuovi membri: 
E’ in fase di scrittura un Regolamento condiviso di gestione dell’ortoalto che può coinvolgere altri cittadini e associazioni.
Sostenibilità economica: quote associative, fundrising attraverso eventi, fundrising attraverso vendita propri prodotti, contributi Enti privati/fondazioni
Calendario eventi: annuale